Tutti ne parlano, tutti osannano, tutti sono carichissimi. Io per primo, ma nella pratica è veramente tutto oro ciò che luccica così tanto? Ti racconto la mia esperienza dopo due settimane di testing e ti darò l’app che ho generato dopo ore di lavoro.
L’ispirazione
Tutto è iniziato a febbraio, quando ho deciso di riprendere in mano la mia salute. Il COVID mi aveva lasciato qualche chilo di troppo, e sentivo che era il momento di fare un cambiamento. Mi sono iscritto in palestra e ho iniziato a usare l’app fornita per tracciare i miei allenamenti. Contemporaneamente, ho acquistato una bilancia intelligente che mi permetteva di monitorare vari parametri del mio corpo, dalla massa grassa alla massa muscolare.
Per completare il quadro, ho consultato una dietologa che mi ha fornito un piano alimentare personalizzato in formato PDF. Mi sono ritrovato con una marea di dati provenienti da fonti diverse: l’app della palestra, la bilancia intelligente e il piano alimentare. È stato in quel momento che ho avuto l’idea: perché non creare un’unica piattaforma per gestire tutti questi dati?
Il processo di sviluppo con Claude
Essendo innamorato completamente del mio lavoro, ho deciso di affrontare questa sfida utilizzando Claude, un assistente AI avanzato. Il processo è stato un vero e proprio viaggio di scoperta e apprendimento.
Il primo tentativo con Claude ha prodotto un’applicazione React che, sulla carta, sembrava promettente. Tuttavia, ogni volta che cercavo di aggiungere funzionalità o specificare ulteriori dettagli, l’intero progetto diventava instabile. È stato frustrante vedere il lavoro fatto sgretolarsi ad ogni modifica.
Strategie di miglioramento
Ho deciso di cambiare approccio:
- Ho semplificato le mie richieste, fornendo a Claude dei requisiti utente (RU) più concreti e realistici.
- Ho insistito sull’importanza di salvare i dati, un aspetto che Claude tendeva a trascurare anche in ambiente localhost.
- Ho notato che nelle conversazioni lunghe, Claude perdeva informazioni importanti. Questo mi ha spinto a essere più conciso e mirato nelle mie richieste.
Svolte decisive
Ecco i cambiamenti che hanno fatto la differenza:
- Sono passato da React a una combinazione più semplice di HTML5, CSS e JavaScript. Questo ha notevolmente migliorato la stabilità del progetto.
- Ho creato dei wireframe di alto livello per dare a Claude una visione più chiara di ciò che volevo ottenere.
- Ho adottato un approccio incrementale, creando nuove chat e fornendo a Claude i file che avevo già generato come punto di partenza.
Guida all’implementazione locale
Per chi volesse replicare un progetto simile in locale, ecco i passi da seguire:
- Creare una cartella per il progetto.
- Inizializzare tre file: index.html, styles.css, e script.js.
- Nel file HTML, strutturare la pagina e collegare i file CSS e JS.
- Nel file CSS, definire lo stile e il layout dell’applicazione.
- Nel file JavaScript, implementare la logica per la gestione dei dati e l’interazione utente.
- Testare l’applicazione aprendo il file HTML in un browser.
Se vuoi averlo online puoi farlo con PlayCode:
- Accedere a su https://playcode.io/
- Creare un nuovo progetto.
- Utilizzare l’editor integrato per creare i file HTML, CSS e JavaScript.
- Sfruttare la funzione di anteprima in tempo reale per testare l’applicazione.
- Salvare e condividere il progetto direttamente dalla piattaforma.
Conclusione
Questo progetto mi ha insegnato molto, non solo sullo sviluppo web, ma anche sull’interazione con l’intelligenza artificiale. Ho scoperto che la chiarezza nella comunicazione e la semplificazione sono fondamentali quando si lavora con strumenti AI come Claude.
La mia webapp per il fitness tracking è ancora in fase di sviluppo, ma sono entusiasta dei progressi fatti finora.
Per chi fosse interessato a vedere il risultato, può commentare con un emoticon e gli manderò i file in direct. Ovviamente vi invito a testarla e magari migliorarla e condividere gli sviluppi!
Riflessioni finali
Dopo questo percorso, sono convinto che abbiamo tra le mani uno strumento potente e promettente. Tuttavia, è importante sottolineare che Claude, come altri strumenti AI simili, ha ancora dei limiti. Il progetto non è troppo complesso, gli elementi sono abbastanza basilari, quindi? Quindi per progetti complessi, potrebbe non essere la soluzione ideale per chi non ha conoscenze avanzate. Sicuramente anche per funzioni basiche come questa è necessaria una conoscenza di base del codice.
Per chi ha avuto a che fare con il codice per anni e nonostante le considerazioni di poc’anzi, credo che il potenziale sia enorme, e che per fare una cosa del genere ci avrei messo ore e ore di lavoro. Con la giusta guida e un approccio pragmatico, strumenti come Claude possono accelerare significativamente il processo di sviluppo e aprire nuove possibilità creative.
Curioso? Potrebbe interessarti un app del genere?
Ti girerò l’accesso e se vuoi i sorgenti



