Negli ultimi mesi mi sono ritrovato spesso a riflettere sulla possibilità di salvare vite attraverso l’User Experience di un’app.
Questa domanda mi martella incessantemente, portandomi a riesaminare uno dei progetti più cari che ho avuto nel corso degli ultimi dieci anni: una piattaforma di telemedicina.
All’epoca, integrare funzionalità come le videochiamate era già un passo avanti significativo. Immaginavo scenari in cui un paziente o un dottore potesse connettersi immediatamente con un medico in caso di emergenza, o dove le cartelle cliniche potessero essere facilmente condivise tra specialisti, garantendo una continuità delle cure senza precedenti. Avevamo anche la possibilità di tracciare un ECG tramite smartwatch prima che arrivasse su Apple Watch, ma questa è un’altra storia.
Navigazione negli Ospedali e Gestione del Pronto Soccorso
Un altro aspetto critico nel settore è la navigazione negli ospedali, spesso complessa e confusionaria. Quante volte ti capita di entrare in ospedale e seguire le linee colorate pensate per guidarti e poi perderti? Oppure sentirti abbandonato in un angolo all’interno del PS senza sapere quali esami dovrai fare, gli esiti dei tuoi referti o semplicemente che codice sei?
Oggi, servizi come quello di Hyper che attualmente aiutano i clienti a orientarsi nei supermercati, potrebbero essere applicati per l’ambiente ospedaliero. Immaginate un’app che guida i pazienti attraverso il labirinto di corridoi ospedalieri, indicando esattamente dove andare e in quale fase del percorso di pronto soccorso ti trovi. Alcune regioni in Italia hanno la possibilità di mostrare i pazienti in PS tramite app ma possiamo fare molto di più per migliorare l’esperienza utente in momenti così delicati e importanti per la nostra vita.
Chiudendo: l’esperienza utente ha un potenziale immenso nel campo della sanità. Come Designer e appassionato di esperienze utente, vedo un’opportunità unica di contribuire a salvare vite umane migliorando l’interazione tra pazienti e sistemi sanitari.
Don Norman, nel suo ultimo libro “Design per un mondo migliore“, parla dell’importanza di progettare con empatia e attenzione ai dettagli, principi fondamentali del nostro lavoro e questo è solo un esempio di come migliorare il mondo che ci circonda in modo etico e professionale.


